venerdì 7 gennaio 2011

Cocenti delusioni

Io non sono una perfetta donna di casa.
E non lo sarò nè ora nè mai.
Una alla Bree Van De Kamp, per capirci.
La perfetta casalinga che passa le sue giornate a confezionare sacchetti alla lavanda, a infornare pane fatto in casa, a preparare succulenti manicaretti o a piantare fiorellini in tinta con le tende di casa.
Il tutto con il sorriso sulla bocca.
Io smadonno quando devo rifare i letti, maledico il mio essere nata donna quando devo stirare, ma soprattutto mi sale un'ansia non indifferente quando si avvicina l'ora dei pasti.
Sono una sostenitrice convinta dei quattro salti in padella.
Amo le rosticcerie.
Stravedo per il MC.
E non disdegno la pizza a portar via.
Fosse per me mangerei sempre cose in busta e peserei 150 Kg, ma questo è solo un dettaglio.
Di tutto questo non ne ho mai e ripeto mai fatto mistero.
Inoltre provo una repulsione totale per tutti quei robot da cucina, che in teoria e solo in teoria, dovrebbero facilitarti l'esistenza.
Mi mettono paura.
Sono terrorizzata dai loro libretti di istruzioni; alti più o meno come il mio vecchio vocabolario di greco.
E scritti più o meno con la stessa chiarezza.
Mio marito, invece, li adora.
Potesse averne un centinaio a disposizione sarebbe uno degli uomini più felici del mondo.
Ah, dimenticavo, li adora per me.
Perchè lui al massimo se li contempla un po', legge tutte le funzioni, con esclamazioni del tipo "Nooo, ma che figata!!!" " Guardaaaaa, con questo puoi anche fare i soufflè!!!" (i soufflè io???Che sono dovuta andare a vedere pure su google come si scrive????) e via dicendo.
Neanche il nano davanti ai regali di Natale fa' tutte quelle feste.
Però poi chi si dovrebbe cimentare con quei cosi è la sottoscritta.
Figuriamoci, un affare in più da pulire.
Per quel che riguarda me li potrebbero anche ritirare dal mercato.
Ovviamente noi possediamo uno di questi diabolici attrezzi.
Lo inserì il Signor T. nella nostra lista di nozze, quando ancora pensava che ci potesse essere qualche speranza che io mi cimentassi ai fornelli.
Povero Signor T.
Quante speranze infante.
E comunque.
Suddetto aggeggio giace abbandonato ai confini estremi della "mia" cucina da quando ci siamo sposati, sovrastato da quintali di polvere, salvo quando qualcuno (non io) si impietosisce e ci passa un panno sopra.


L'altra sera il Signor T. rientra e avverte nell'aria profumi totalmente estranei a questa casa.
"Andrea, dì a papà cosa abbiamo fatto oggi!"
"Papà..tottaaa"

Il Signo T. perplesso.
Sguardo confuso.

"Avete fatto una torta??"
"Sì papà!"
"Tu e LA MAMMA?????"
"Sì papà!"

Mi guarda.
Probabilmente teme che un qualche strana entità si sia impossessata del mio corpo.
E' lì che sta per cercare i numeri di un esorcista.

"Amore, avete fatto una torta voi due??"

Ormai è commosso.
Quasi piange.

"Sì Signor T. io e nano abbiamo fatto una torta. Perchè?"
"E avete usato il Kitchen Aid??"
".......il che???....."
"Il Kitchen Aid: il nostro meraviglioso robot da cucina, che impasta,spasta, fa' cose, a momenti anche il caffè."
"Ehmmm, no, non lo abbiamo toccato"

Affermo io, che mi sono appena ricordata dell'esistenza del malefico.

"E con cosa avete impastato?"
"Impastato che?"
"Ma come che? Le uova, la farina, il lievito.."
"............"
"Allora???"
"Signor T, io non so cosa tu ti sia immaginato. Io e nano in cucina a impastare, a divertirci con la farina, a dosare il lievito etc etc etc.."
"Beh, è così che si fanno le torte"
"E' così che si fanno nelle altre case, credo"
".........."
"Signor T. io sono uscita, ho comprato una bella busta, ho versato il suo contenuto in un teglia, che oltretutto ho fatto una fatica bestiale a trovare in quanto non credevo che possedessimo una teglia, ho messo il tutto in forno e fine. La torta ne è uscita dopo 30 min"
"........................"


E' passato qualche giorno.
Il Signor T ancora deve riprendersi.

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